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    April 03

    Certe notti

    Volevo raccontare di una presenza, stasera.
    E' una presenza che ora non c'è...e si lo so, non si parla degli assenti ma farò un'eccezione stavolta.
     
    Stasera è una bella notte di inizio primavera, ci sono le stelle anche se ha pioviginato un pò tutto il giorno, l'aria pizzica la faccia e io mi sono messa una giacca troppo leggera e mi sono congelata. Ma in realtà non c'è molto freddo.
    Ebbene, sono uscita a farmi una passeggiata nel deserto delle strade punteggiate di pozzanghere, tra le mattonelle che ti schizzano acqua se sono mobili e ci ficchi il piede, e io ce lo ficco sempre. Mi piaceva il rumore degli stivali sulle mattonelle del marciapiede. tac tac tac tac tac...(sciaf) .... ..... tac...tac....tac tac tac tac...
    Mi viene in mente quel cartone animato.."I gemelli del destino"...stavano sempre correndo per sfuggire a qualcosa, o meglio a dei cinesi col codino che li volevano prendere (chissà perchè a sto punto) e loro facevano tactactactactactactactac sul marciapiede velocissimi.
    Quindi quando cammino veloce mi sento un pò un gemello del destino anche io.
    Ma in questo caso camminavo lenta, non c'era nessun destino da cui sfuggire o da raggiungere.
    Sono scesa lungo la mia via, ho girato a destra, poi a sinistra, poi sempre a sinistra, dritta, poi destra, sinistra, su, giù, alto, basso, dinuovo destra, ho guardato alla mia destra, e l'ho vista. Una macchina ferma in doppia fila. Alle 3 di notte e con tutta la fila di parcheggi liberi.
    Mi avvicino al finestrino del guidatore con fare circospetto, non vorrei disturbare e poi essere cacciata via come una guardona, anche se porca miseria non te ne vai al centro della città anche se sono le 3 di notte...quindi insomma se poi sbuco io non ti lamenti, eh.
    Ma tanto dentro non c'è nessuno. E nulla. Tranne un giaccone verde buttato ai piedi del posto del passeggero, il sedile è totalmente spinto indietro e sicuramente sotto la giacca c'è qualcosa di grosso perchè è gonfia.
    Dopo 3 secondi mi rendo conto che è una persona ranicchiata lì in basso. Mi sta per venire un colpo ma poi penso a tutte le volte che anche io mi sono messa lì, nella mia macchina e anche in quella degli altri...anzi solo in quella degli altri, perchè nella mia si presuppone che io stia guidando quindi proprio no.
    Magari questa persona è arrabbiata, o offesa o triste o pensierosa e si è messa lì per stare un pò per conto suo.
    In ogni caso senza manco accorgermene faccio toc toc sul finestrino...
    La giacca si anima e si disincastra dal pertugio che si era creata infilandosi infondo infondo dove si mettono i piedi quando sono gelidi e ci spari l'aria calda sopra.
    La giacca in realtà contiene qualcuno, con dei begli occhi grandi un pò tristi che ora mi guardano come dire "che vuoi? Perchè mi hai disturbato?"
    La giacca apre lo sportello e scende, si stiracchia e mi dice solo "scusa."
    "Scusa? E di che? Pensavo stessi male e ho bussato, non volevo rompere le palle, in definitiva. Comunque anche io mi appallottolo là sotto quando sono triste..."
    "Mi hanno chiuso in macchina perchè puzzo. Puzzo di vecchio, di tristezza, di armadio chiuso da secoli con tarme annesse. Perciò inutile da riaprire perchè la roba dentro è irrimediabilmente rovinata, capisci? E' roba che tanto nessuno si rimetterebbe perchè ha già fatto il suo tempo, mi hanno detto."
    "Bo guarda se devo essere sincera io non sento nessun odore..."
    "Non senti odore di estate passata? Di un'estate che non tornerà più, di sabbia rimasta incastrata nel bordo del costume, di sonno sotto l'ombrellone, di due risate...?
    E ho anche musica brutta con me, musica che parla di ricordi del cazzo, musica che nessuno vuole più riascoltare perchè mi hanno detto che fa tristezza, anche se è allegra. E ho in bocca un sapore brutto, di panino mangiato da molto. Con le olive. E il prosciutto. Ma forse non era prosciutto, era qualcosa che ci assomigliava ma in realtà mi hanno preso in giro ed era un falso e mi ha fatto male. Ora ho mal di stomaco...anzi ce l'ho da molto..."
    Temo che la giacca stia per vomitare. Ma alla fine si trattiene...e riprende a parlare...
    "Quando ti accucci lì nel posto dei piedi non pensi che nessuno ti potrà disturbare, nessuno ti potrà parlare e scocciare con le sue chiacchiere inutili e stupide?
    Non pensi che stare da soli in un posto piccolo sia molto meglio che stare in molti in una stanza enorme?
    A me avevano detto che parlo troppo, che guardo al passato, che non dimentico le canzoni, le persone, le date....ma nemmeno gli odori, i colori e le condizioni metereologiche. Ma ora non mi ricordo a cosa serve la gente qualunque che passa..."
    La giacca sta passando un brutto momento...
    "Mi avevano detto che ero bella, che ero nuova e che sono costata molto. Che ero di un ottimo materiale e qualità. A te l'hanno mai detto?"
    Inizio a temere che la giacca stia avendo una crisi brutta. Ma poi mi smonta.
    "Perchè mi hai lasciata qua? Ti vergogni di me e vuoi fare finta di nulla, di non avermi mai provata, di non avermi mai capita...vuoi far finta che io non sia tutto quello che senti?"
    A questo punto non ce la faccio più e la abbraccio...e piango sul suo collo di pelo.
    Avevo freddo e mi sono messa una giacca di tela quando avevo la mia giacca scelta da me...anzi la giacca che ha scelto me, perchè io e lei siamo una cosa sola.
    Ma volevo fare finta di nulla, che certe cose non fossero importanti, che fosse meglio ignorarle e non piangere.
    ...E me ne sono tornata a casa finalmente piangendo e con la mia giacca addosso e le braccia incrociate per abbracciarla.