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    April 23

    Siflaya

    Silflaya è come un continuo sospiro tormentato.

    La senti arrivare incalzante, guardi ovunque, inquieto, per scorgere la sua sagoma e quando finalmente la intravedi in lontananza continuano sempre a sfuggirti i suoi contorni precisi.

    Il tempo cede il passo alla sua presenza con rispetto, e tutto attorno si congela.

     

    Suo padre dormiva con la finestra aperta, una notte soffocante di giugno, quando una vampira entrò mezzo rinsecchita dalla mancanza di sangue e puntò il suo collo. L'alito caldo della bocca impaziente lo svegliò di soprassalto prima che i denti affondassero nella pelle chiara.

    Lì, quella stessa notte, venne concepita Silflaya.

    La vampira scomparve prima di giorno, e l'uomo conservò per sempre quel sogno vago e confuso nella sua mente.

    Appena nata, Silflaya pesava meno di un chilo. Aveva la pelle chiarissima e una voglia a forma di petalo rosso cupo sul collo. La tenne sempre coperta con maglioni a collo alto e sciarpe fino al giorno della sua morte, e nessuno seppe mai della sua esistenza.

    La vampira la abbandonò ben presto e la bimba di appena 6 mesi venne adottata da contadini, gente semplice che non aveva da dedicarle tutto il tempo di cui Siflaya aveva bisogno. Passare anche solo un' ora con lei significava perdere giorni di lavoro: il tempo in sua presenza si dilatava. Quelli che sembravano minuti in realtà erano ore, quelle che sembravano ore in realtà erano giorni...I genitori adottivi se ne resero conto con spavento e piano piano la lasciarno sempre più sola.

    Il tempo non aveva effetti su Siflaya, continuava a crescere ma sembrava sempre giovane, la sua pelle restava fresca e candida, le sue mani quelle di una bambina.

    Non si accorgeva dell'immensa distesa di tempo a sua disposizione, non le apparve mai strano che una notte e un giorno durassero 24h ciascuno e che sul calendario fossero invece trascorsi 2 giorni e 2 notti, che le stagioni durassero una manciata di giorni, che le poche persone che vedeva di solito invecchiassero cosi tanto in cosi breve tempo...

    Il suo tempo trascorreva tra letture, passeggiate notturne e lunghe dormite giornaliere. Era una bambina taciturna, che non dava problemi pratici. Non piangeva mai, non alzava mai la voce, non giocava come tutti i bambini. In realtà ai genitori adottivi la bimba faceva paura, avevano cominciato a vederla come una "prova" che gli era stata assegnata dal Signore e per questo non le negavano cibo, letto caldo e vestiti puliti. Per loro era come una pianta: da annaffiare, curare...ma non da amare.

    Sifalya crebbe cosi, lentamente e di nascosto.

    Non sembrava portare i segni della sua parentela con un vampiro: forse le passeggiate notturne furono l'unico segnale manifesto, ma allora per lei erano solo un modo per sentirsi ancora più sola.

    Siflaya vuol dire solitudine. Il nome glielo diede la stessa madre, quando se la portava in grembo e si straziava per quell'amore umano che fu condannata a vivere da sola. La gravidanza durò il doppio del normale, Siflaya nemmeno quando nacque emise un solo gemito: fu il suo respiro a convincere la madre che non aveva portato in grembo un corpicino senza vita. La solitudine della vampira diventò insostenibile con la nascita della bimba: l'amore per quell'uomo irraggiungibile aumentava e il tempo immobile non sembrava volesse curare le ferite, anzi sembrava scavarle e dilatarle continuamente.

    Siflaya sembrava una bambola di porcellana: bella e senza utilità alcuna.

    [...to be continued...]

    April 13

    Dinuovo.....

    Eccomi dinuovo qui...di notte. Solo con la luce della abat-jour accesa, la mano tremante sul mouse...Preoccupata. Angosciata. Con l'orribile sensazione di dover passare l'ennesima notte insonne ed essere uno straccio da cucina domani. Proprio domani che dovrò stare fuori di casa dalle 10 del mattino alle 20. Fuori il vento ulula...nonostante sia ben 13 Aprile c'è più freddo che a Febbraio. Ma nemmeno questo "rigido" clima  ha impedito al problema principale di fare irruzione nella mia notte agitata: c'è una blatta per casa.
    Ma torniamo indietro di qualche ora per inquadrare meglio il problema, o meglio, la stupidità del qui presente futuro straccio (io).
    Torno da lezione. Nessuno in casa. Accendo il pc e non funziona msn. Non ho un cazzo da fare, voglio che funzioni! Dopo innumerevoli tentativi avanzo scalza verso il router per spegnerlo e riaccenderlo, ballando e cantando a squarciagola Remedios (la canzone di Saturno Contro, per intenderci) finche un urlo più acuto non ghiaccia il sangue del vicino di casa, nonostante sia ben abituato alle mie grida strozzate di bisticcio alle 2 di notte. E' la blatta. Che mi scivola affianco al piede, quasi mi sfiora. E' grande, marrone...vomitevole e schifosissimo insetto entrato chissà da dove porcaputtanamaperchèqua! Salto sul divano come se fossi stata punta da una tarantola, e sempre gridando torno in camera senza guardare dove va quella porcheria ambulante. L'errore più grande della mia vita: persa la blatta. Non fate commenti sulla mia coglionaggine, grazie, ci ha già pensato abbondantemente mia madre -.-
    Inutile la visione sconsolata di mio padre che la cerca sotto gli scaffali con le bacchette per appendere i poster. Mia mamma passa l'aspirapolvere ovunque.
    Spero quasi di aver avuto le allucinazioni, ma purtroppo per adesso non lo saprò mai e non dormirò.
    Credo comunque che sia il vento, lo stesso vento che esce dalle prese di camera mia, ad aver sollevato La Blatta dalle fogne del mercato di Via Tiziano fino a farla vorticare dentro il muro...per poi sputarla dal buco dell'aspirazione forzata. Si, questo dev'essere stato il parto della blatta dentro casa mia.
    E adesso Buona Notte, striscerà su di me tutta la notte e mi sta venendo il vomito. Dormo con la bocca aperta, aggiungo soltanto questo.
    Ora mi ritiro nella mia rassegnazione e vi dico ADDIO.
    Ah voglio aggiungere una nota di speranza a questo post sconsolato: come sono rientrata ho notato all'ingresso scopa e racoglitore. Che qualche mano santa l'abbia fatta fuori??? La speranza è l'ultima a morire...
    April 12

    Pearl Jam

    -Black-
     
    Hey...oooh...
    Sheets of empty canvas, untouched sheets of clay
    Were laid spread out before me as her body once did
    All five horizons revolved around her soul
    As the earth to the sun
    Now the air i tasted and breathed has taken a turn
    Ooh, and all i taught her was everything
    Ooh, i know she gave me all that she wore
    And now my bitter hands chafe beneath the clouds
    Of what was everything?
    Oh, the pictures have all been washed in black, tattooed everything...

    I take a walk outside
    I'm surrounded by some kids at play
    I can feel their laughter, so why do i sear
    Oh, and twisted thoughts that spin round my head
    I'm spinning, oh, i'm spinning
    How quick the sun can, drop away
    And now my bitter hands cradle broken glass
    Of what was everything (note the lack of question mark)
    All the pictures have all been washed in black, tattooed everything...
    All the love gone bad turned my world to black
    Tattooed all i see, all that i am, all i'll ever be...yeah...

    Uh huh...uh huh...ooh...
    I know someday you'll have a beautiful life, i know you'll be a star
    In somebody else's sky, but why
    Why, why can't it be, why can't it be mine


    -Nero-

     
    Carte di tele vuote
    carte di argilla non toccate
    erano disperse davanti a me
    come aveva fatto una volta il suo corpo
    tutti i 5 orizzonti, sono
    imperniati sulla sua anima
    come la terra sul sole
    adesso l'aria che ho assaggiato e respirato
    ha preso il suo turno
    oh e tutto quel che pensavo lei fosse, tutto
    oh so che mi ha dato tutto, tutto quel che indossava
    e adesso le mie mani amare si sfregano
    al di sotto delle nuvole
    di tutto ciò che era tutto
    oh le foto si sono tutte scolorite in nero
    ho tatuato tutto

    ho fatto una camminata fuori
    sono circondato da alcuni ragazzini che giocano
    riesco a sentire le loro risate
    quindi perchè sto appassendo?
    oh e pensieri contorti che girano per la mia testa
    sto raccontando, oh sto raccontando quando
    il sole possa velocemente tramontare
    e adesso le mie mani amare tengono con
    delicatezza del vetro rotto
    di tutto ciò che era tutto
    oh le foto si sono tutte scolorite in nero
    ho tatuato tutto
    tutto l'amore è andato a male
    ha trasformato il mio mondo in nero
    ho tatuato tutto quel che vedo
    tutto quel che sono, tutto quello che sarò

    so che un giorno tu avrai una bella vita
    so che sarai una stella nel cielo di qualcun altro
    ma perchè,
    perchè non può essere il mio?