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December 23 "Le braci" Sàndor Màrai“ Vorrei proprio sapere se l’amicizia esiste veramente. Non mi riferisco al piacere occasionale di due persone che si rallegrano di essersi incontrate perché ad un certo punto della vita si trovano a ragionare nella stessa maniera su determinate questioni, si scoprono gli stessi gusti e preferiscono gli stessi svaghi. Tutto questo non ha niente a che fare con l’amicizia .A volte mi sembra quasi che essa rappresenti la relazione più intima che esiste nella vita…Forse per questo è talmente rara. E su cosa si fonda, allora? Sulla simpatia? E’ un termine improprio, troppo blando: non si può dire che la simpatia sia sufficiente a indurre due persone a farsi carico l’una dell’altra nelle situazioni più critiche della loro esistenza. Su cos’altro, dunque? […] Le simpatie che ho visto nascere tra gli uomini sono sempre naufragate, alla fine, nelle paludi dell’egoismo e della vanità. Il cameratismo o l’affiatamento assumono talvolta le parvenze dell’amicizia. Gli interessi comuni producono talvolta situazioni che somigliano all’amicizia. E per sfuggire alla solitudine gli uomini indulgono volentieri a rapporti confidenziali di cui in seguito si pentono, ma che per qualche tempo permettono loro di illudersi che la confidenza sia già una forma di amicizia. Ci si immagina che l’amicizia costituisca un servizio. L’amico, cosi come l’innamorato, non si aspetta di veder ricompensato i suoi sentimenti. Non esige contropartite per i suoi servizi, non considera la persona eletta come una creatura fantastica, conosce i suoi difetti e l’accetta cosi com’è, con tutto ciò che ne consegue. Questo sarebbe l’ideale. E in effetti: vale forse la pena di vivere,di essere uomini, senza un ideale come questo? E se un amico ci delude perché non è un vero amico, possiamo forse metterlo sotto accusa, rinfacciargli il suo carattere, la sua debolezza? Quanto vale un’amicizia in cui apprezziamo l’altro per le sue virtù, per la sua fedeltà, per la sua perseveranza? Quanto vale un’amicizia che ambisca ad essere premiata? Non abbiamo forse il dovere di accettare l’amico infedele esattamente come quello fedele e pieno di abnegazione? Non è forse questo il contenuto più autentico di ogni relazione umana, un altruismo che dall’altro non esige nulla e non si aspetta nulla, assolutamente nulla? E che quanto più dà tanto meno si aspetta di essere contraccambiato? Chi dedica all’altro tutta la confidenza della giovinezza e tutta l’abnegazione dell’età virile, oltre al dono più prezioso che un essere umano possa offrire a un suo simile – la fiducia più appassionata, cieca e assoluta-, e si vede ripagato con l’infedeltà e l’abbandono, ha forse il diritto di offendersi, di volersi vendicare? E se colui che è stato tradito e abbandonato si offende, se grida vendetta, era davvero un amico? […] Ecco perché non abbiamo il diritto di esigere franchezza e piena fedeltà da chi abbiamo scelto come amico, tanto più se gli eventi hanno dimostrato che questo amico ci è stato infedele. ” December 02 fakParlo di qualcosa di infinito. Parole infinite. Sceme, se le rileggo. Nessuna credibile. Fini a sé stesse, per lo più. Parlo della realtà con parole bugiarde. Scrivo a caso o quasi. Il foglio è come riempito, è giusto che non mi ascolti. Nulla fa la differenza, a quanto pare. Non ci sono solo io nel mondo, ma questo è un discorso del cazzo. C’è qualcosa a cui non ho mai pensato perché guardo sempre nella stessa direzione. Devo torcermi il collo e costringermi a vederlo. Sono queste le cose che voglio. Lo hai detto tu. Devo solo dormire ancora e ancora…è tutto vero, è sempre tutto vero. Ricordatelo. Anche se ti dico di no. Fottitene, prendilo per vero, non chiederti nulla. Non ricordarmi che c’è la Fine, lo vedo benissimo da me. Tu sei solo diverso. E allora?December 01 [...] "Se il tuo intento era lasciarmi senza parole l'hai soddisfatto in pieno...goditi questo momento perchè tra pochi secondi cancellerò te e tutto ciò che ti riguarda...e non potrai riviverlo mai più." [...] |
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